iper ammortamento

Industria 4.0 e ammortamento nella Legge di Bilancio 2017

Con il Piano Nazionale Industria 4.0 2017-2020, il Governo italiano intende sostenere il processo di trasformazione delle imprese italiane che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale.
Per incentivare gli investimenti in tecnologie avanzate ed aumentare la produttività e l’innovazione, il Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha definito nella legge 11 dicembre 2016, n. 232 (di seguito anche di “legge di bilancio 2017”) una maggiorazione del 150% del costo di acquisizione (c.d. iperammortamento) per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi che sono funzionali alla trasformazione tecnologica in chiave “Industria 4.0.” effettuati entro il 31 dicembre 2017 e consegnati entro il 30 giugno 2018. Questi beni sono elencati nell’allegato A della legge di bilancio 2017 e trattasi di beni ad elevatissima tecnologia ed interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.
Affinché un bene, coerentemente con quanto stabilito dall’articolo 1, comma 11, della legge di bilancio 2017, possa essere definito “interconnesso” ai fini dell’ottenimento del beneficio, è necessario e sufficiente che:

  • scambi informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCPIP, HTTP, MQTT, ecc.);
  • sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP).

La legge prevede inoltre una maggiorazione del 40% sul costo di acquisto beni strumentali immateriali effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017 (o, al ricorrere di determinate condizioni, entro il 30 giugno 2018) per i soggetti che beneficiano dell’iperammortamento. Si tratta di beni come software, sistemi IT e attività di system integration e sono elencati nell’allegato B alla legge di bilancio 2017.
L’apertura dei termini e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione sono state definite con le circolari direttoriali 15 febbraio 2017, n. 14036 e 24 febbraio 2017, n.17677, entrambe modificate con la circolare direttoriale 9 marzo 2017, n.22504. La circolare n. 4/E del 30 marzo 2017 chiarisce infine questioni relative alle misure sopracitate, ricordando ad esempio che la disciplina di queste ultime si applica a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla natura giuridica, dalla dimensione aziendale e dal settore economico in cui operano. Sono ammesse all’agevolazione sia le imprese residenti nel territorio dello Stato che le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti. Inoltre, la circolare puntualizza che è necessario attestare il soddisfacimento dei requisiti di legge come segue:

  • per i beni dal costo unitario di acquisizione superiore a 500.000 euro, da una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale – che devono dichiarare la propria “terzietà” rispetto ai produttori e/o fornitori dei beni strumentali, servizi e beni immateriali oggetto della perizia – iscritti nei rispettivi albi professionali, ovvero da un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato; la perizia (o l’attestato) può anche riguardare una pluralità di beni agevolati
  • per i beni dal costo unitario di acquisizione inferiore o uguale a 500.000 euro, da una dichiarazione resa dal legale rappresentante resa ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (tale dichiarazione può anche essere sostituita dalla perizia tecnica giurata o dall’attestato di conformità di cui al punto precedente)

Beni materiali

La creazione di una fabbrica 4.0 implica un sistema di lavoro orientato alla relazione uomo-macchina nel quale la formazione professionale e accademica dei lavoratori svolge un ruolo chiave. Ogni addetto nella Fabbrica Digitale, indipendentemente dal livello di inquadramento professionale, deve possedere da una parte competenze di Information Technology in combinazione alle competenze delle tecnologie di produzione e dall’altra essere in grado di reagire in maniera tempestiva al cambiamento dei cicli di innovazione sempre più brevi, così come di sviluppo e realizzazione del prodotto. In qualità di anello di congiunzione tra mondo digitale e fisico all’interno dell’azienda, il personale operaio deve già possedere o comunque acquisire competenze basilari di IT, così da poter gestire strumenti digitali che li supportano nel consueto lavoro con torni, fresatrici, presse ecc. In questo modo il settore IT dell’azienda e di tutte le tecnologie abilitanti, quali ad esempio PLM, MES e CAM viene congiunto con la linea di realizzazione del prodotto. A queste competenze digitali e informatiche si aggiungono le cosiddette soft skills, come ad esempio la capacità di lavorare in gruppo, capacità comunicative, di analisi, problem-solving. Queste si rivelano necessarie nella quotidianità degli addetti 4.0 che si occupano di programmare macchine, oppure di decifrare i dati prodotti dalle stesse macchine e di immettere questi dati nel ciclo produttivo in modo da renderlo più efficiente in tempo reale. Gli uomini nella Fabbrica Digitale devono saper interagire fra loro e scambiare informazioni su dati e risultati in maniera elastica e tempestiva in modo da adeguarsi ai cambiamenti del ciclo produttivo. Si rendono inoltre necessarie capacità di decision-making anche a livello di personale operaio nel momento in cui ad esempio si presenta un problema hardware o software che potrebbe compromettere l’intero ciclo di produzione.
L’allegato A della legge di bilancio 2017 elenca diversi tipi di macchine ed attrezzature il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti:
– macchine utensili per asportazione;
– macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici;
– macchine e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime;
– macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali;
– macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura;
– macchine per il confezionamento e l’imballaggio;
– macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico);
– robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot;
– macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti o la funzionalizzazione delle superfici;
– macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale;
– macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico e lo scarico, la movimentazione, la pesatura e la cernita automatica dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento dei pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione e meccatronici);
– magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica;
Per questi beni materiali e tipi di macchine o attrezzature sono obbligatori alcune caratteristiche fondamentale e caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyberfisici:

L’allegato A della legge elenca diversi beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” quali:
– dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti;

Inoltre l’allegato A della legge elenca diversi sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (ad esempio sistemi di sensori, sistemi per la tracciabilità dei prodotti, ecc.):
– sistemi di misura a coordinate e no (a contatto, non a contatto, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale) e relativa strumentazione per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto per qualunque livello di scala dimensionale (dalla larga scala alla scala micrometrica o nano-metrica) al fine di assicurare e tracciare la qualità del prodotto e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica;
– altri sistemi di monitoraggio in-process per assicurare e tracciare la qualità del prodotto o del processo produttivo e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica;
– sistemi per l’ispezione e la caratterizzazione dei materiali (ad esempio macchine di prova materiali, macchine per il collaudo dei prodotti realizzati, sistemi per prove o collaudi non distruttivi, tomografia) in grado di verificare le caratteristiche dei materiali in ingresso o in uscita al processo e che vanno a costituire il prodotto risultante a livello macro (ad esempio caratteristiche meccaniche) o micro (ad esempio porosità, inclusioni) e di generare opportuni report di collaudo da inserire nel sistema informativo aziendale;
– dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche e sistemi di monitoraggio in continuo che consentono di qualificare i processi di produzione mediante tecnologie additive, sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti ( ad esempio RFID – Radio Frequency, Identification);
– sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine (ad esempio forze, coppia e potenza di lavorazione; usura tridimensionale degli utensili a bordo macchina; stato di componenti o sotto-insiemi delle macchine) e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud;
– strumenti e dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, con collegamento con il codice e la matricola del prodotto stesso in modo da consentire ai manutentori di monitorare la costanza delle prestazioni dei prodotti nel tempo e di agire sul processo di progettazione dei futuri prodotti in maniera sinergica, consentendo il richiamo di prodotti difettosi o dannosi;
– componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni;
– filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti;
– sistemi di tracciatura e pesatura dei rifiuti.

Anche dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica “4.0” sono elencati nell’allegato A:
– banchi e postazioni di lavoro dotati di soluzioni ergonomiche in grado di adattarli in maniera automatizzata alle caratteristiche fisiche degli operatori (ad esempio caratteristiche biometriche, età, presenza di disabilità);
– sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature in grado di agevolare in maniera intelligente/robotizzata/interattiva il compito dell’operatore;
– dispositivi indossabili, apparecchiature di comunicazione tra operatore/operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality;
– interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che coadiuvano l’operatore a fini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica.

beni immateriali

Il terzo pilastro della Fabbrica Digitale è l’uso dei dati similmente al ciclo di trasformazione dei dati in patrimonio aziendale descritto dall’OECD (Errore. L’origine riferimento non è stata trovata.). I dati costituiscono sia una solida base per prendere delle decisioni a livello di processo sia un elemento fondamentale per la gestione dei punti di monitoraggio lunga la filiera produttiva. Un primo passo è costituito dalla meticolosa identificazione e raccolta dei dati. Questi devono essere tracciabili, disponibili in tempo reale e in forma decentrata per poter essere poi rappresentatati in maniera organica attraverso tecnologie di Big Data e Data Analytics, generando così un reale valore aggiunto alla qualità di prodotti e servizi e quindi all’intero business aziendale. In seguito i dati processati e organizzati vengono messi a disposizione di chi ha l’autorizzazione ad accedervi. L’accesso ai dati viene configurato in modo da rendere i dati usufruibili nel momento e nel luogo in cui servono.
L’Allegato B della legge di bilancio 2017 definisce come beni ammortizzabili programmi e applicazioni acquistati da aziende che già investono in beni materiali che rispondono alle caratteristiche di Industria 4.0 contenute nell’allegato A della legge ( per esempio software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni).
L’ammortamento del 140% per i beni immateriali è previsto solamente per le aziende che investono anche in beni materiali che godono dell’iperammortamento del 250%.
Per quanto riguarda l’interdipendenza fra i beni materiali e immateriali la legge, ed in particolare la circolare del 30 marzo 2017 (cfr. capitolo 3) definisce le seguenti regole:
– Per ogni bene materiale acquistato (secondo la definizione dell’ Allegato A) che gode dell’iperammortamento al 250%, si può superammortare, al 140%, un singolo bene immateriale dell’allegato B , anche se questo è non strettamente collegato al primo bene nell’allegato A.
– I beni immateriali godono di un iperammortamento del 250% se sono necessarii per il funzionamento dei beni materiali (cfr. paragrafo A3 del capitolo precedente), come nel caso di un software embedded.