Interconnessione tema chiave

In Industria 4.0 by Marco Belardi

Con l’iper ammortamento le imprese possono vantare una maxi maggiorazione che consente di incrementare del 150% il costo deducibile di tutti i beni strumentali acquistati per trasformare l’impresa in chiave tecnologica e digitale 4.0. Tra i requisiti necessari per poter usufruire del beneficio fiscale c’è l’interconnessione, un aspetto di cui si parla forse ancora troppo poco, ma di fondamentale importanza.
di cosa si tratta
Di cosa si tratta in concreto lo spiega Marco Belardi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Brescia, che di recente è stato anche eletto presidente del comitato tecnico UNI CT 519 “Tecnologie Abilitanti per Industry 4.0”. “Affinché un bene, coerentemente con quanto stabilito dall’articolo 1, comma 11, della legge di bilancio 2017, possa essere definito “interconnesso” ai fini dell’ottenimento del beneficio dell’iperammortamento del 150% – sottolinea il presidente Belardi -, è necessario che scambi informazioni con sistemi interni (sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) o esterni (clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.). Inoltre dev’essere identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (ad esempio l’indirizzo IP)”.

SERVE ATTENZIONE
Bisogna dunque prestare molta attenzione, non tutti i sistemi sono connessi: ad esempio quelli che sfruttano la tecnologia Rfid, basata sulla propagazione nell’aria di onde elettromagnetiche, non sono connessi, perché anche se le macchine “parlano” tra loro, non “parlano” con la gestione della produzione se non per il tramite di documenti. Inoltre non sono intelligenti perché i dati li fornisce l’operatore. “Non è interconnesso nemmeno se il sistema è di un unico costruttore che collega tra di loro le varie unità con un proprio protocollo proprietario ed il software che controlla tutto il sistema è pure vincolato e non può parlare con altri software di altri costruttori – spiega ancora l’ingegner Belardi -. O meglio, quel sistema è connesso ma non è aperto, non facendo riferimento a specifiche documentate e standard di indirizzamento riconosciuti, quindi non è interconnesso nel senso pensato dalla legge”.

I PROTOCOLLI
Sempre nell’ottica di supportare le aziende nella scelta dei sistemi idonei all’accesso alle agevolazioni dell’iper ammortamento per l’industria 4.0, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Brescia si è occupato anche della parte relativa ai protocolli industriali, i cui diversi tipi devono essere riconosciuti per poter scegliere al meglio. Quelli tradizionali, ad esempio, non hanno i requisiti necessari: “A causa del lungo ciclo di vita dei sistemi industriali – illustra ancora il presidente Belardi -, sono in uso diffuso parecchi protocolli basati su una comunicazione su interfaccia seriale. Profibus è la tecnologia di bus di campo più diffusa al mondo, può arrivare a 12 Mb/s e 26 indirizzi (IEC 61158 Type 3 e IEC 61784); CANopen e DeviceNet sono protocolli ad alto livello basati su CAN bus; supportano rispettivamente sino a 127 nodi e 64 nodi; Modbus collega fino a 247 nodi, di facile implementazione su collegamenti fisici RS-232 o RS-485 sino a 115 kb/s.Tutti questi protocolli non sono conformi ai requisiti in quanto non usano standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti, ma solo indirizzi locali; inoltre, solo Profibus è uno standard IEC, gli altri sono frutto di varie associazioni. Però con l’uso di gateway che usano altri protocolli potrebbero essere conformi; va valutato caso per caso, ricordando che la perizia è per singolo bene”.
Tra i protocolli basati su Ethernet, solo due risultano rispettare i requisiti necessari: Profinet, un tipo di industrial Ethernet largamente utilizzato, e CC-Link IE, versione Ethernet del bus CC-Link.

Leggi l’articolo del ”Corriere della sera” del 27 Maggio 2017