Beni strumentali 4.0: chiarimenti per le imprese

In Industria 4.0, Normativa e Leggi, Super e Iper ammortamento by Marco Belardi

In data 19 maggio 2017 il Ministero per lo Sviluppo economico (MiSE) ha pubblicato un documento atto a fornire chiarimenti alle imprese in merito all’applicabilità dell’agevolazione nota come “iperammortamento”.
Tra gli aspetti più rilevanti considerati nel documento quelli legati al rispetto dei requisiti obbligatori, alle tecnologie considerabili standard, alla possibilità di beneficiare anche per investimenti in macchine ed attrezzature destinate a R&S, in macchine e strumenti per il sollevamento.
Viene poi dedicata particolare attenzione al requisito dell’integrazione automatizzata, alla telemanutenzione, all’adattività alle derive di processo ed al monitoraggio.
Vengono infine analizzati alcuni aspetti connessi al revamping di macchine esistenti ed adeguamento del software.
Stranamente non viene preso in considerazione l’argomento dell’interconnessione, probabilmente quello sul quale, al momento, c’è la maggior confusione interpretativa da parte degli addetti, siano essi produttori (OEM) o venditori di macchine, system integrator (SI) o utilizzatori/beneficiari (End-User).
Ma vediamo in dettaglio gli aspetti più interessanti del documento.
Pare utile ricordare al lettore che i beni materiali ed immateriali ammessi al beneficio dell’iperammortamento (con una maggiorazione rispettivamente del 150% e 40%) sono quelli che la legge 11712/2016 n°232 individua negli allegati alla stessa:
• allegato “A” – “Beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello «Industria 4.0»”, per brevità Beni Materiali
• allegato “B” – Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali «Industria 4.0»
L’allegato A distingue tre diverse tipologie di gruppi di beni materiali iperammortizzabili:
• Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti (12 tipi)
• Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità (9 tipi)
• Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica «4.0» (4 tipi)
L’allegato B descrive invece 20 tipologie di software che possono essere ammesse al godimento del beneficio.

Il Documento MiSE ribadisce che solo i beni del I gruppo dell’allegato A devono rispettare le 5 caratteristiche obbligatorie e 2 delle 3 successive caratteristiche elencate nello stesso. Tutti gli altri beni (materiali ed immateriali) devono rispettare comunque i due macrorequisiti:
1.essere beni inseriti in uno dei due allegati
2.soddisfare i requisiti di interconnessione
Il beneficio è inoltre godibile anche da macchine non inserite nel processo produttivo ma utilizzate ad esempio in reparti R&D purche soddisfino i requisiti previsti.
A proposito di integrazione, il MiSE chiarisce che essa possa essere realizzata anche tra siti produttivi separati ed attraverso la tracciabilità di prodotti/lotti realizzati mediante appositi sistemi di tracciamento automatizzati (ad esempio codici a barre, tag RFID) e se contemporaneamente il sistema logistico, tramite appunto tali sistemi, è in grado di registrare lo stato (ossia informazioni quali dimensioni, tipologia, posizionamento nel magazzino, ecc.) dei beni, lotti o semilavorati oggetto del processo produttivo.
Lo stesso dicasi per integrazione realizzata con modalità M2M (machine-to-machine); in particolare, per quanto concerne la comunicazione M2M, questa è da ritenersi tale se il segnale/informazione/messaggio è univocamente identificato e ha un protocollo che lo renda integrabile anche all’esterno del contesto industriale in cui si trova; ciò vuol dire che la comunicazione deve avvenire con un protocollo riconosciuto internazionalmente (ad es. standard Ethernet (TCP/IP)) e che ci sia una configurazione basata sull’esistenza di un hub/router centrale il cui ruolo è quello di collezionare e processare i dati (ricevuti via cavo o in modalità wireless) da diversi dispositivi. Inoltre, per comunicazione si intende lo scambio di un dato o di una richiesta specifica e non di un segnale acustico o visivo.
Tra le possibili soluzioni di integrazione, il MiSE cita la soluzione cloud che permette di soddisfare il requisito obbligatorio dell’integrazione automatizzata in quanto esclude il controllo umano che non renderebbe automatico il processo di comunicazione.
Una nota importante è quella relativa agli impianti di servizio, che per poter beneficiare dell’agevolazione, devono rientrare nella voce dei beni strumentali “macchine e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime”; possono godere del beneficio fiscale se il contratto di acquisto/appalto/stato avanzamento lavori (SAL) di un impianto o di una porzione di impianto prevede la presenza di impianti di servizio e se si dimostra che questi siano strettamente funzionali alla produzione. Si ricorda, infine, che le soluzioni destinate alla produzione di energia sono da ritenersi escluse, così come esplicitato dalla circolare 4/E.
Viene toccato il punto connesso monitoraggio ove si chiarisce che non vi sono vincoli imposti relativamente ai parametri da monitorare.
In merito alla possibile agevolazione per gli interventi di revamping, i costi relativi a un’azione di aggiornamento di un bene, sia nel caso di revamping (la macchina produrrà̀ qualcosa di diverso) che di ammodernamento (non avviene una sostanziale modifica della macchina) possono beneficiare dell’agevolazione solo se viene garantito il soddisfacimento dei 5+2 vincoli.
Mentre l’ammodernamento o lo sviluppo di un software già̀ esistente non sono inclusi tra le agevolazioni disponibili dal super ammortamento dei beni immateriali. Tali spese potrebbero beneficiare del credito d’imposta per la R&S se sussistono i requisiti previsti dall’articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145. Se però l’investimento è inclusivo di una componente HW, anche il relativo SW per il revamping è riconducibile alla fattispecie di software embedded ed è pertanto iperammortizzabile.
In ogni caso, l’attività̀ di revamping è agevolabile se garantisce alla macchina o all’impianto oggetto dell’ammodernamento il soddisfacimento delle 5+2 caratteristiche. In questo caso, l’acquisto e l’implementazione di tutti quei dispositivi, strumentazione e componentistica (si intendono anche package e componenti di impianto) necessari a ottenere l’ammodernamento della macchina o dell’impianto, saranno considerati agevolabili ai fini dell’iperammortamento.
Inoltre, nel caso di una macchina costruita prima del 1996, e quindi sprovvista della marchiatura CE, per ottemperare al requisito della “rispondenza ai più̀ recenti parametri di sicurezza, salute e igiene sul lavoro” , in linea con quanto previsto dalla direttiva macchine, ogni volta che vengono introdotte modifiche sostanziali rispetto alla macchina originaria è necessaria una nuova marcatura CE.
In tema di derive di processo, il MiSE chiarisce che per esse vengono intesi sono gli scostamenti dalle condizioni ottimali proprie di un processo produttivo. La capacità di riportare la produzione verso i normali parametri di lavorazione rientra tra le capacità che la macchina in questione deve soddisfare.
Per quanto concerne il gruppo: “Sistemi per l’assicurazione della qualità̀ e della sostenibilità̀”, in merito all’interpretazione della voce “componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni” viene ribadito che tali sistemi devono esercitare tutte e tre le funzioni (gestione, utilizzo e monitoraggio) ed è sufficiente che intervengano su una sola delle due tipologie di consumi (energetici o idrici).
Per quanto concerne invece la riduzione di emissioni, il sistema deve intervenire direttamente sul processo nel caso di derive.
Nel caso in cui si parli di soluzioni o sistemi, questi devono essere dotati di una serie di sensori, dispositivi e di sistemi di controllo, di elaborazione e di simulazione che, secondo la visione di Industria 4.0, permettano di individuare, di analizzare e di attuare i possibili interventi da effettuare su un impianto. I componenti devono avere un’intelligenza locale (e quindi sensori, dispositivi etc.) oppure devono essere parte di un sistema simile a quello sopradescritto.
Per esempio, una semplice valvola o vite sono componenti, ma non sono intelligenti e dunque possono essere agevolate, solo se inserite in un sistema in grado di effettuare gestione/utilizzo/monitoraggio efficiente.

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